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11 luglio al 8 agosto 2017

MONTEFELCINO

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MONTEFELCINO

Territorio

Il parco fluviale

 

Inaugurato il 10 luglio ’99, il Parco Fluviale del Metauro è stato realizzato dal Comune di Montefelcino nell’ambito di un accordo di programma che vede coinvolti la Comunità Montana del Metauro, i Comuni di Fossombrone, Sant’Ippolito, Serrungarina, Montefelcino, l’Enel e la cooperativa cagliese La Macina.

 

Esso si svolge per tre chilometri lungo la riva sinistra del Metauro, da Ponte degli Alberi a Sterpeti, sul tracciato di una strada già usata per il trasporto della ghiaia dal vecchio frantoio. Strada che è stata dal Comune ripulita (purtroppo il posto era diventato una pubblica discarica) e adeguata alle necessità di un parco. Ora la si può percorrere solo a piedi o in bici. Chi è in vena di relax può anche sedersi su una panchina in una delle due aree di sosta attrezzate per picnic.

Di una rilassante panchina all’ombra degli alberi possono godere anche i pescatori che frequentano la zona, incuranti dell’inquinamento che ammorba il fiume.

Dei progetti previsti nell’accordo di programma finora solo due sono stati realizzati: il Bosco della Torre Romana a Sant’Ippolito e, appunto, il Parco Fluviale del Metauro a Montefelcino.
 

Fontecorniale

In Piazza la Chiesa di S. Barbara conserva la scultura della Madonna dell'Artista di autore ignoto. Dalle mura e dal Monte S.Bartolo stupendo panorama  sui dintorni. Suggestive le passeggiate nel bosco limitrofe, organizzate nel periodo primaverile ed estivo dalla Proloco

 

Montemontanaro

Fuori dal recinto murario stata scoperta una tomba romana con corredo risalente al I° sec. d.C.; la chiesa parrocchiale di S.Marco conserva un affresco quattrocentesco venuto alla luce durante un recente restauro; all’altar maggiore una pala attribuita al pittore forsempronese Giovanni Francesco Guerrieri (1589—1659 c.), raffigurante l’incoronazione di Maria Santissima con S. Marco, S. Biagio, S. Lorenzo e S. Francesco

 

 

Monteguiduccio

Le pievi di San Pancrazio e Sant’Andrea a Scotaneto.
San Pancrazio, un tempo molto ricca, come testimoniano i registri delle decime, è oggi una chiesa che comunica solitudine e raccoglimento.
S.Andrea, antichissima: uno dei suoi parroci, don Bonaventura Iosi, ebbe guai coi rivoluzionari filo-francesi della vicina Isola del Piano.
Chiesa di S.Giovanni Battista: risale alla seconda metà del trecento. Ne abbiamo svariate notizie storiche. Si affaccia su via Bramante. Con la Torre Campanaria è il monumento simbolo della comunità.

 

 

Montefelcino

La cinta muraria del castello è stata costruita e modificata in varie epoche. All’interno delle mura sorge il Palazzo del Feudatario fatto edificare dal conte Fabio Landriani intorno al 1578. Domina con la sua mole insolita il paesaggio collinare, tipico esempio di quelle residenze nobiliari che i Montefeltro e i Della Rovere andavano costruendo in molti paesi e castelli del loro ducato e che ormai, nel cinquecento, cambiavano il volto delle postazioni create per la difesa militare e invece davano ad essi castelli la parvenza di lieti luoghi adatti a ben abitare e a ben vivere. Gabriele Calindri nel suo saggio statistico storico del pontificio stato della Chiesa, edito a Perugia nel 1829 afferma:".. .trovasi un sontuosissimo Palagio fatto erigere nel secolo XIV dal duca Fabio della Rovere". Il Palazzo è stato restituito alla sua dignità con un restauro alla fine degli anni ‘80 ed è ora sede del Municipio.
Nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo è conservata una lapide in arenaria datata 1299. Si tratta della testimonianza più antica relativa alla parrocchia, che quindi esiste da almeno 700 anni. Essa raffigura i due santi ed è opera di un tal mastro Cristoforo.
Chiesa di San Pevero - Sorge su un bel poggio a due passi dalla piccola frazione delle "Ville". E’ discusso se in antico vi fosse un monastero sul luogo in cui più tardi, nel ‘700, fu costruita la chiesa attuale. E’ ariosa ed elegante.
S.Maria Scala Coeli (a Borgo Ville) - Vi si trovano due affreschi. Uno di essi, della fine del XV secolo, rappresenta la Madonna col Bambino assisa in trono. Secondo il critico Franco Bramini è forse riconducibile alla scuola del Perugino

 

 
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